Articolo 4

Chiara Brighetti e Magda Paoli (coordinatrici Articolo 4)

Chiara Brighetti e Magda Paoli (coordinatrici Articolo 4)

Nel 2011 c’è stato il passaggio di definizione da call center sociale ad Agenzia Sociale, ovvero agenzia sociale come realtà lavorativa, start up d’impresa in grado di svolgere servizi, attività, nel nostro caso, finalizzate all’inclusione sociale di persone svantaggiate.
L’attività principale dell’Agenzia Sociale Articolo 4 è contattare le aziende per chiedere la disponibilità ad accogliere tirocinanti nelle loro aziende per svolgere i percorsi formativi e di re-inserimento lavorativo. Quest’attività viene svolta internamente a CSAPSA, ma anche per altri committenti esterni del mondo no-profit.
Inoltre, l’Agenzia Sociale Articolo 4 ha svolto commesse per aziende del mondo profit; ovvero attività di customer satisfaction per conto di Lavoropiù e attività di gestione chiamate in-bound e raccolta fondi per conto dell’azienda Linetech di Bologna.
L’Agenzia Sociale Articolo4 appare così come una realtà innovativa che lavora sul territorio, facendo parte di una rete costituita da attori del profit e no-profit. La rete risulta quindi dinamica, in continua evoluzione, caratterizzata da continui scambi, reciprocità tra i partecipanti [aziende profit, no-profit, volontariato, associazioni].
Oltre alla realtà di Bologna, sono in essere altre due realtà come Centri Risorse Distrettuali, una sul Distretto di San Pietro in Casale e, l’altra, più nuova, nel Distretto di Porretta, a Vergato.

(dall’intervento di Chiara Brighetti)

 

Ad oggi lavorano per Art. 4 10 operatori della mediazione, di cui 2 Operatrici senior che si occupano del coordinamento delle attività, e 8 operatori junior (alcuni con contratto CSAPSA e altri con progetti di inserimento/reinserimento lavorativo del servizio di Salute Mentale di Bologna).
Tutti gli operatori junior impieganti in Art. 4 hanno svolto una formazione in situazione. La metodologia utilizzata per svolgere il lavoro è quella dell’equipe, del lavoro di gruppo dove ognuno ha una sua mansione specifica che va ad integrarsi con le altre per il raggiungimento dell’obiettivo comune.
Le principali attività svolte sono:

  • Il contattamento aziendale,
  • L’aggiornamento del data-base,
  • Attività per conto terzi,
  • La de-registrazione di materiale audio (conferenze).

Le attività vengono distribuite seguendo il criterio delle competenze ed attitudini, ma tutto parte sempre da una condivisione generale: viene fatto un punto “operativo” ogni settimana e una condivisione metodologica ogni mese.

Per concludere, abbiamo riflettuto insieme su quello che per gli operatori significa lavorare per l’inclusione (oggi l’oggetto dei dialoghi era l’esperienza); quindi partendo dall’esperienza, sono nate queste conclusioni:

Lavorare per l’inclusione
e’ un lavoro da ricercatori,
che guardano le cose da un punto di vista
diverso da quello che va per la maggiore,
al di fuori di parametri usuali.
Guardare il diverso con occhi diversi,
come un cielo capovolto,
mettersi a testa in giu’
sentendosi liberi nell’essere come si e’.

Ecco alcune delle slide dell’intervento:

(dall’intervento di Magda Paoli)

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